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Se il comune non delibera le aliquote TASI entro il 10 settembre 2014, anche se la sua volontà è quella di azzerare il tributo, rischia di far pagare ai propri contribuenti l’1 per mille a dicembre.

Se il comune non delibera le aliquote TASI entro il 10 settembre 2014, anche se la sua volontà è quella di azzerare il tributo, rischia di far pagare ai propri contribuenti l’1 per mille a dicembre.

E’ questa l’ultima precisazione diffusa dal Dipartimento delle finanze in materia di “Tributo per i servizi indivisibili” ( prot. n. 28926 ).
Tutti gli enti locali, anche quelli che avessero intenzione di azzerare la TASI per l’anno in corso, sono quindi tenuti a inserire la relativa delibera nel Portale del federalismo fiscale entro il 10 settembre 2014. Qualora tale termine non venisse rispettato, in base a quanto previsto dall’art. 1, comma 688, della Legge n. 147/2013 (Legge di stabilità 2014), si produrranno i seguenti effetti:

  1. applicazione, per l’anno 2014, dell’aliquota di base pari all’1 per mille (o diversa inferiore misura). Si ricorda, infatti che la somma di IMU+TASI non deve superare il 10,6 per mille, tranne quando il Comune, con delibera pubblicata in tempo, abbia deciso di applicare lo 0,8 per mille aggiuntivo per finanziare le detrazioni sulle abitazione principali ( news 1 agosto 2014, n. 75 );
  2. obbligo di versamento dell’imposta dovuta in un’unica soluzione entro il 16 dicembre 2014.

Si ricorda che, nei comuni che delibereranno le aliquote TASI entro il 10 settembre 2014, le prossime scadenze saranno:

  • acconto entro il 16 ottobre 2014
  • saldo entro il 16 dicembre 2014.

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